A differenza del noto “elogio”, che ha reso immortale Erasmo da Rotterdam, Alessandro Nardone, brand ambassador di Crt Group, ma anche consulente di marketing strategico, keynote speaker e docente di branding e marketing digitale all’International Academy of Tourism and Hospitality, utilizza ancora oggi la “follia” come leva creativa applicata alla comunicazione.

D’altra parte, per capire che non si tratta di un’estremizzazione, basterebbe ricordare l’intuizione datata 2016, allorché, per promuovere la versione inglese del romanzo “Il Predestinato”, Nardone, novello Brachetti, si era trasformato in candidato alle presidenziali americane, sotto le mentite spoglie del protagonista del suo romanzo, il giovane congressman Alex Anderson. Una case history di cui si sono occupati i principali network di tutto il mondo.

D: Da qualche mese ha assunto il ruolo di brand ambassador di Crt. Come cambierà la comunicazione del gruppo?

R: Faccio immediatamente una premessa: il lavoro che stiamo impostando per il futuro è frutto di un lavoro di squadra, svolto in totale sinergia con la marketing manager, Camilla Alliata. Per tornare alla domanda, anche la comunicazione seguirà la filosofia impostata dall’azienda attraverso un percorso dettato dalla qualità.

D: Che cosa intende per percorso dettato dalla qualità?

R: Molto semplicemente applicheremo gli alti standard di Crt Group anche all’interno del nostro mondo. Per semplificare, desideriamo trasferire l’attenzione e professionalità presente nei cantieri pure nella creazione di contenuti di qualità. L’obiettivo è caratterizzare il gruppo anche come opinion leader del settore in cui opera, utilizzando la strategia propria del brand journalism.

D: Significa che state pensando di organizzare i contenuti attraverso un vero e proprio piano editoriale?

R: Proprio così. Un piano editoriale che consentirà d’incorporare in modo ragionato i contenuti del gruppo, fornendo, altresì, agli utenti strumenti di approfondimento. Con un occhio di riguardo, ovviamente, sia per i nostri partner, sia per gli interlocutori principali.

D: Una trasformazione che prenderà le mosse dalla trasformazione del website: come sarà il nuovo sito?

R: Lo convertiremo in un portale di servizio, in cui la distribuzione dei contenuti sarà più ragionata. Alle news corporate più importanti sarà abbinata, infatti, una sezione in cui aggregare anche informazioni relative alle società “satellite” del gruppo.

D: Dunque, il nuovo sito non avrà esclusivamente il ruolo di “vetrina”, ma anche di aggregatore di news; quando sarà pronto?

R: Prevediamo di essere online entro la fine di ottobre.

D: All’inizio della nostra chiacchierata ha parlato di progetto editoriale. Tradotto, significa costituire un team di lavoro dedicato; che tipo di squadra avete in mente?

R: Esatto. Il desiderio è quello di creare una vera e propria redazione, di taglio giornalistico, che organizzerà tutto il lavoro relativo alla comunicazione del gruppo. Significa dotarsi di figure operative sul campo, soggetti che si recheranno nei cantieri per documentare e aggiornare, per esempio, l’avanzamento lavori. Sarà, quindi, necessaria la presenza di giornalisti, cameraman, fotografi per gli shooting, montatori e grafici: insomma, una vera e propria redazione in grado di coprire tutte le competenze necessarie per farla funzionare al meglio.

D: Come anticipava, l’obiettivo è un’informazione di qualità…

R: Sì. D’altra parte, solo costituendo un team di lavoro serio, impostato su queste basi, saremo in grado di offrire contenuti d’interesse. Insomma, il cambio di marcia sarà visibile soprattutto grazie al restyling del website del gruppo, ma la trasformazione contaminerà, inevitabilmente, anche le dinamiche d’interazione dei nostri profili social ufficiali.

D: È prevista, per esempio, anche la creazione di format a tema?

R: Assolutamente sì. L’autorevolezza, a cui facevo cenno poco fa, passa obbligatoriamente dalla creazione di format nuovi, capaci di allargare la platea degli interlocutori. Stiamo pensando di organizzare, con cadenza definita e costante, degli incontri (online e offline). Dei “webinar verticali” su temi d’interesse per il nostro settore.

D: Può anticipare qualche argomento?

 R: Per esempio, pensiamo di organizzare degli approfondimenti legati al mercato immobiliare, al turismo e all’hospitality, all’accesso al credito, e ai finanziamenti, solo per citarne alcuni. Sarà un’occasione propizia per coinvolgere figure del gruppo, ed esperti esterni al mondo Crt. Parliamo di un progetto in grado di consolidare il posizionamento del brand, ma anche capace di garantire una crescita dal punto di vista dell’immagine. Il nostro obiettivo resta quello di elevarci a punto di riferimento, anche oltre la branca dei general contractor.

D: Un progetto ambizioso, di servizio, che si pone l’obiettivo d’informare, ma anche di consigliare…

 R: Proprio così.

D: In questa rivoluzione, che ruolo rivestirà la pubblicità?

R: Un altro ribaltamento del paradigma, a cui tengo molto, riguarda proprio questo tema. Crt Group tenderà a sganciarsi sempre di più dalla logica del “pay per click”. Certo, proseguiremo a fare uso della pubblicità, ma lo riteniamo un itinerario eccessivamente battuto e sfruttato. Lo sguardo sarà rivolto verso un nuovo orizzonte, quello tratteggiato, per capirci, dalla visibilità organica. D’altronde, si fa sempre una certa fatica a far comprendere la differenza tra comunicazione e pubblicità. Personalmente, ragiono nell’ottica di conquistare maggiore visibilità organica (non a pagamento, per intenderci), a mio avviso la migliore opzione per ottenere autorevolezza, reale obiettivo nostro e dell’azienda di cui faccio parte.

D: Sintetizzando, essere la notizia e non pagare per esserlo?

R: Senza dubbio alcuno.