Il rapporto GreenItaly introduce nel dibattito pubblico i temi dell’economia in verde e della sostenibilità in seno alle imprese. Innovazione, i dati, interazioni con il territorio e le comunità, il futuro. Indicazioni in merito a investimenti, energia, inserimento di nuove professioni, Agenda 2030. In altre parole, intraprendere e gestire un’attività produttiva o commerciale – in qualsiasi settore – diventa l’inizio del proprio intervento in quello che potremmo interpretare come un vero e proprio ecosistema. Inteso come un’unità funzionale, in cui l’insieme degli individui e degli elementi in esso presenti contribuiscono allo scambio di risorse e si incontrano in una relazione improntata alla vitalità. Non al consumo, che invece è impoverimento. Ma ad una reciproca efficienza che si inserisce in un equilibrio.

Basta approfondire l’argomento analizzando la situazione italiana, per capire la base da consolidare. La forma economica che investe per contrastare la perdita di biodiversità non fa solo bene all’ambiente. Il suo valore è calcolabile in termini di benessere e anche di circolazione monetaria. Le aziende già attive in ambito di ricerca e sviluppo lo dimostrano.

Dal rapporto GreenItaly 2023, evoluzione dell’economia verde definita da duecento casi di studio

Fondazione Symbola e Unioncamere definiscono la green economy “un’economia a misura d’uomo contro le crisi. Fare riferimento ad esperienze felici di strategie economiche finalizzate a forme di investimento che mirano all’efficienza delle risorse, infatti, mostra chiaramente – con figure e numeri – che la produzione in rapporto al fabbisogno, così come la capacità degli esercizi, finisce per migliorare la competitività. Ci sono le storie italiane di GreenItaly a raccontarlo. Focus tematici specifici indicano i settori in cui formulare un approccio verde favorisce modelli fortunati. Fra questi, figurano le aziende del legno e dell’arredo e quelle dell’edilizia.

Il necessario impegno per la transizione ecologica, in particolare in merito alle imprese e agli investimenti, non è solo un’iniziativa virtuosa. Ha a che fare con il lavoro, il denaro, il futuro. Il concetto di sostenibilità, indirizzato in chiave economica, lo spiega molto bene. Il fatto di immaginare gli interventi in tema di valorizzazione non già come costi, ma come opportunità, non è solo ispirazione teorica. I casi di GreenItaly 2023 testimoniano che conviene. Innovare, competere, interagire in coesione territoriale sono principi in tutto applicabili sia all’economia sia all’ecologia.

Pensare in verde è una possibilità economica e di futuro

Gli analisti GreenItaly hanno individuato il settore dell’edilizia fra i maggiormente decisivi “nella partita che si sta giocando per le tre ‘P’: Planet, Profit, People. Gestire le attività riducendo gli impatti ambientali è una grande occasione di protagonismo per l’architettura. Dal punto di vista energetico, edifici ed infrastrutture efficienti, circolarità e autosufficienza guardano all’evoluzione nel tempo. I dati su quanto già fatto e quanto resta da fare sono impietosi: gli interventi avviati con il Superbonus hanno interessato il 3,2% del patrimonio residenziale italiano, mentre il 61% dei fabbricati è ancora in classe F o G.

Grazie agli accurati approfondimenti del rapporto GreenItaly, gli incaricati governativi devono in ogni caso intervenire per favorire il processo delle iniziative degli imprenditori. Il gruppo delle aziende che non ha ancora investito in verde consiste nel 48%: i motivi economici influiscono per il 40%, quelli culturali per il 35%, la burocrazia ostacola in misura pari a 11%, l’incertezza sul futuro per il 4%, le competenze del 5% e la disponibilità di componenti green del 3%.

© Claudia Patrone 2024