Gli osservatori e gli analisti dei processi socioeconomici guardano al futuro come ad un terreno di opportunità. Di sviluppo e di innovazione, di progresso e di generale miglioramento delle condizioni presenti. Una terra promessa che, da ideale speranza, si fa obiettivo da gestire e raggiungere. Già da tempo hanno assunto particolare rilievo gli esperti impegnati negli studi del futuro. Significa non solamente esplorare le dinamiche delle scienze sociali, ma anche applicare ai contesti politici e aziendali proiezioni di medio-lungo orizzonte. Al fine di interpretare i nuovi bisogni, intercettare risorse e possibilità. Innanzitutto, osservando la realtà e immaginandone le evoluzioni. Laddove possibile, prevederne gli scenari. In modo da governare le strategie di intervento. Specie in un contesto così incerto e precario, come quello che oggi segna i nostri tempi.

Impatti significativi a livello globale e locale, collettivo e individuale, hanno – incontrovertibilmente – eventi e situazioni che intervengono in tempi e luoghi talvolta molto distanti fra loro. Non è una sorpresa. Basti pensare all’aumento dei prezzi di materie prime e dell’energia, alle implicazioni logistiche di approvvigionamenti e trasporti a livello internazionale, in caso di conflitti e calamità naturali. In altri termini, i fenomeni di larga scala come i cambiamenti climatici, l’introduzione di innovazioni tecnologiche come l’intelligenza artificiale, inoltre i movimenti geopolitici che regolano i rapporti di interi blocchi di Paesi.

In Finlandia, il futuro si studia all’università ma si interpreta già oggi in una società intelligente

Dal Nord Europa, come capita spesso, arriva il modello di società che dà al concetto di futuro un senso concreto di possibile. Dove un tempo c’era l’antica capitale della Finlandia, oggi vive e prospera una città dinamica dal sapore di avanguardia.

È – Turku – evidentemente un centro di eccellenze. Emerge, in questo, una visione evoluta e decisa. È come se tutto ciò che esiste occupasse il posto preciso per essere un perfetto ingranaggio di un enorme meccanismo di sistema. Ad esempio, questa località e la sua regione insieme hanno scelto, con determinazione e senza indugi, la direzione della sostenibilità. Non sono parole al vento. Ogni politica è mirata a perseguire quell’obiettivo, avviando iniziative volte a creare un ecosistema culturale funzionale ed educativo lì orientato. Il progetto Smart and Wise Turku – equivale a dire, intelligente e saggia – combina azioni per il clima e digitalizzazione, per migliorare il benessere dei cittadini incrementando, nello stesso tempo, l’efficienza produttiva dell’area.

Fare di Turku una Green City europea è stato facile. È bastato applicare con atti concreti la formula corrispondente. La qualità dell’aria è migliorata promuovendo un sistema di trasporti finalizzato ad ottimizzare percorsi e spostamenti, riducendo i limiti di velocità: a piedi, in bicicletta, con autobus elettrici, veicoli condivisi. La gestione attiva delle aree naturali, delle foreste e del mare ha contribuito a proteggere la biodiversità. L’economia circolare applicata alla produzione energetica ad emissioni zero. La creazione di complessi industriali altamente specializzati, attrattivi per una giovane manodopera e capaci di esportare competenze riconosciute a livello internazionale. Bioeconomia e tecnologie pulite. Sanità, diagnostica, farmacologia e alimenti funzionali. Comparto marittimo, costruzioni navali e logistica. Settore turistico, cinematografico e dell’intrattenimento. Manifatturiero, economia dei dati e nuove tecnologie.

Ripensare al progresso del futuro in un’ottica di pari opportunità e di giustizia sociale

Basta leggere la storia di Turku per capire che la bellezza di un tale successo si abbina e completa con una crescita che è, innanzitutto, culturale. Il benessere delle persone – di tutte le persone, senza lasciare nessuno indietro – è l’obiettivo primo di questa evoluzione. Bisogna investire in educazione e consapevolezza. La società ideale crea le condizioni migliori, affinché ciascuno possa fare la sua parte. Aziende, persone. In un processo organico, equamente bilanciato, che abbia ricadute positive su ciascuno. Davanti a tutto, comunque, serve visione. Di lungo periodo. Una visione necessariamente politica. Con un approccio intelligente. Non banale, né avido. Nell’esclusivo interesse della collettività e di una società dove si vive bene.

© Claudia Patrone 2024