Il mondo è attraversato da un periodo di gravi incertezze economiche e geopolitiche che, però, scalfiscono solo in minima parte quella piccola fetta di popolazione mondiale che detiene la quota maggiore di ricchezza.

L’Italia, da sempre icona del lusso in settori come moda, design, nautica e auto, già da qualche anno si sta affermando come player internazionale nel turismo di lusso.

Un Paese sempre più consapevole della propria incapacità di accogliere grandi flussi turistici e che vive sulla pelle delle città d’arte questo limite.

Proprio la capacità di trasformare limiti morfologici del territorio in punti di forza che distillano il concetto di esclusività, è la forza trainante del turismo luxury, che sta crescendo più di ogni altro.

Un turismo di lusso strettamente legato alla ricerca di esperienze in grado di lasciare ricordi indelebili, così come solo i paesaggi, l’arte, la cultura e la cucina italiana sanno fare.

A conferma di questo trend, l’Italia del turismo è stata uno dei protagonisti di ILTM, l’expo dei viaggi di lusso più importante al mondo, svoltosi a Cannes a dicembre 2023.

 

Turismo di lusso. I dati dell’indagine Enit-Unioncamere

 

Il turismo rappresenta il 6% del Pil nazionale. Il segmento del lusso ne assorbe il 3%.

Questo numero arriva a 13% se si considerano tutte le attività economiche connesse.

Dati Istat hanno già evidenziato come i turisti stranieri scelgano strutture alberghiere dalle 4 stelle a salire.

Ad attrarre il turista alto spendente in Italia sono, come il pifferaio magico, le nostre ricchezze culturali, artistiche e enogastronomiche.

Tutte, agli occhi degli stranieri, rappresentative di quello “stile di vita italiano” per cui siamo famosi nel mondo. (A maggior ragione se questi “occhi” appartengono a persone che non hanno limiti di spesa).

È la più recente indagine ENIT-Unioncamere sul turismo di lusso a evidenziare questo sentire, riportando che oltre il 20% delle presenze straniere associa all’Italia un’allure di esclusività.

Il report indica che nell’estate 2023, la spesa pro-capite giornaliera del turista straniero alto spendente è stata di 184 euro per l’alloggio, e 209 euro per beni e servizi. La quota più alta è riservata all’abbigliamento, seguito dall’artigianato tipico. (La spesa media per l’alloggio del turista straniero di fascia media è 74 euro).

Yatch

Sfide e obiettivi per il turismo di lusso in Italia

 

È la Ceo e Presidente di Enit, Ivana Jelinic, a sottolineare che: «Investire nel turismo del lusso è un passo fondamentale per consolidare la nostra posizione nel mercato turistico globale a lungo termine.

…Le nostre ricchezze culturali, artistiche e gastronomiche sono tesori che possono essere valorizzati attraverso esperienze di lusso, attirando una clientela esigente e disposta a investire in un’ospitalità di prima classe.

…Inoltre, il turismo di lusso sottolinea il nostro impegno per la sostenibilità, incoraggiando pratiche eco-friendly e consentendo la conservazione delle nostre bellezze naturali e storiche per le generazioni future».

Una delle sfide future per gli operatori del turismo di lusso italiani, è quella di ampliare l’offerta delle proprie destinazioni.

Sono innumerevoli i borghi e le località italiane in grado di attirare quel turista straniero in cerca di esclusività. Un’esclusività che si traduce in progetti a basso impatto ambientale ma ad alti rendimenti, che portano ricchezza ai territori senza devastarli.

La strada è già tracciata, dal momento che nel 2024 il numero di strutture a cinque stelle salirà da 682 a 702, per arrivare a 712 nel 2025.***

I nuovi hotel, come racconta l’Architetto Marco Piva, titolare di uno dei più importanti studi di progettazione del settore hôtellerie in Italia**, sono strutture fluide e dinamiche. Dialogano col territorio.

L’albergo, come il teatro, diventa un palcoscenico che cambia la scenografia a seconda delle esigenze. Un “hardware” non più cristallizzato ma dinamico, che si modifica in base alle funzioni che deve adempiere.

Oggi, continua Piva, la progettazione d’interni non cerca l’effetto “wow” fine a sé stesso. Il territorio viene rappresentato nella struttura alberghiera, arricchendola di valori. L’osmosi tra location e hotel attinge a piene mani dalla cultura del luogo. Dall’arte alla cucina, all’artigianato locale.

 

Turismo di lusso per tutti i gusti

 

Un valore aggiunto del turismo italiano di lusso è la diversificazione.

Gli hotel di lusso italiani non sono mai standardizzati. Ogni tipologia di cliente trova soddisfacimento.

Il lusso discreto e raffinato dei francesi. Quello nascosto degli olandesi, l’opulento dei russi, l’eco-friendly dei nord europei.

E non si stratta solo di turisti con una fascia d’età medio-alta. Millenial e GenZ prediligono l’Italia come destinazione ideale per esperienze originali, orientati anche dallo shopping di prodotti Made in Italy.

Del resto, la voglia di esperienze è trasversale e sempre più cercata anche dal turista di fascia media.

 

© Maria Lidia Rega 2024

 

Fonti:

  • *Indagine Enit – Unioncamere: Italia meta di lusso esclusiva
  • **Pambianco hotellerie summit 2023
  • *** Thrends