Il settore edile, si sa, è storicamente e tradizionalmente caratterizzato da un basso tasso di occupazione femminile.

Quando si pensa al lavoro in cantiere, viene subito in mente la resistenza fisica.

Oggi, però, lavorare in cantiere non significa solo “tirar su muri”.

L’innovazione tecnologica che porta maggiore meccanizzazione e nuove figure professionali connesse all’edilizia green e sostenibile, cambiano questo paradigma.

Per realizzare un progetto edile di successo, servono moltissime competenze diverse e specifiche.

Le differenze di genere dovute e pregiudizi e stereotipi duri a morire, non hanno più senso di esistere.

 

Edilizia green. Le nuove professionalità riducono il gender-gap

 

L’edilizia green sta contribuendo alla nascita di nuove figure professionali che prima non esistevano. Professionalità perfette per valorizzare competenze, sensibilità e soft skill tipicamente femminili.

L’attenzione alle esigenze del singolo e della collettività, stanno cambiando i requisiti progettuali di ogni contesto, sia strettamente legato agli edifici, sia agli spazi urbani.

Sono noti gli effetti nefasti di un certo tipo di edilizia sullo sviluppo psico-sociale degli individui.

Oggi, è provato che la progettazione degli spazi è un metodo di prevenzione da alienazione e criminalità. Può guidare “scopi sociali” di edifici e contesti urbani contribuendo alla salute, fisica e mentale, delle persone che quegli spazi vivono, lavorano e studiano.

Edilizia sostenibile, sicura e salubre. Neuroarchitettura. Biofilia. Bioedilizia. Bioarchitettura. Sono tutte specializzazioni del settore edile che per attitudini e sensibilità si prestano a un futuro ricco di possibilità per le donne.

Moltissime le figure professionali emergenti. Ingegneri specializzati in economia circolare, che guidano il riuso e riciclo dei materiali edili e puntano alla decarbonizzazione degli edifici.

Tecnico esperto in edificio salubre, che conosce nuovi sistemi e materiali che salvaguardano la salute delle persone nei progetti di nuove costruzioni e ristrutturazioni. (L’OMS ha formulato una serie di raccomandazioni per migliorare la salubrità degli edifici, considerando che i cittadini occidentali trascorrono il 90% del tempo all’interno di ambienti chiusi, costruiti con materiali dannosi alla salute).

dall’uomo, esponendolo così a malattie
Esperto in interventi di risanamento del gas radon, istituito con Decreto nel 2020.

L’Associazione Nazionale Donne Geometra promuove progetti di formazione per queste figure, rivolti a sole donne. Manca solo la giusta declinazione.

Qualcosa già si muove. Le start-up nelle costruzioni e nell’immobiliare sono per il 37,4% a guida femminile, contro il 28,2% a guida maschile*.
8 marzo

 

Edilizia al femminile. Da dove partire

 

Il numero di donne impiegate nel mondo dell’edilizia è aumentato negli ultimi anni. Lo dice l’Istat, che parla di incremento sia come forza lavoro che come percentuale di incarichi professionali e dirigenziali.

Aumentano le donne diplomate nel Corso di costruzioni ambiente e territorio (ex Geometra). Le ingegnere, le architette e quelle che si specializzano in lavori di finitura e guida dei mezzi.

L’Unione Europea ha attivato “Women Can Build”, un progetto dedicato alla formazione delle donne nel settore delle costruzioni.

In Italia, il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha scritto un documento programmatico dal titolo: “Donne per un nuovo Rinascimento”.

Fotografa la situazione del lavoro femminile e individua ambiti di intervento e proposte di sviluppo.

Dedica una sezione all’educazione e alla formazione delle ragazze nelle materie STEM, che promuova la passione delle giovani generazioni fin dalle elementari e faccia comprendere il ruolo centrale delle materie tecnico-scientifiche per la costruzione del futuro del Paese.

Ma da dove partire per mettere a terra i principi di inclusione, parità di genere e leadership femminile indicati dal programma?

Dalle scuole prima di tutto. I tutor dell’orientamento, adeguatamente formati e sensibilizzati, devono aiutare le ragazze ad abbattere gli stereotipi che ne limitano l’accesso in settori a predominanza maschile.

Devono coinvolgere le famiglie, affinché indirizzino le studentesse verso corsi di laurea STEM o percorsi post-diploma in ITS Academy.

 

Donne in edilizia. Cosa le aspetta dopo gli studi?

 

Quando le donne sono entrate nell’esercito e in tutte le Forze Armate, si è reso necessario un adeguamento di strutture ed equipaggiamenti.

La stessa cosa deve accadere in edilizia, dove la femminilizzazione oggi non è contemplata.

Il primo passo è una formazione professionale dedicata solo alle donne, che le indirizzi verso una specializzazione.

Dopo, vanno create condizioni di lavoro più adatte al genere femminile.

Le sfide comprendono più passaggi. Abbattere i pregiudizi dei colleghi uomini, sostenere una nuova cultura di allestimento del cantiere, promuovere l’ideazione di equipaggiamenti ad hoc, favorire l’avanzamento di carriera.

 

Generare il cambiamento

 

Alida Ferreri, donna, geometra, socia fondatrice e segretaria nazionale dell’Associazione Nazionale Donne Geometra afferma: “Senza la diversità di genere l’edilizia rischia di perdere in innovazione”.

Nessun settore come le costruzioni trasforma i sogni in realtà.

Aumentare la presenza femminile, significa applicare alla progettazione e alla costruzione di edifici e spazi urbani una sensibilità maggiore rivolta al benessere e alla salute delle persone.

 

Fonti:

 

© Maria Lidia Rega 2024